L’azzurro di Donadoni è sempre più sbiadito

Siamo sinceri: l’impegno di Donadoni agli europei del 2008 era proibitivo. Quella vecchia volpe di Lippi sapeva bene che dopo il trionfo mondiale sarebbe seguito un rilassamento generale, e che la prima competizione affrontata da campioni rischia sempre di trasformarsi in flop. Così ha pensato bene di cedere (momentaneamente) il posto al suo più giovane (e inesperto) collega, lasciandogli per giunta la patata bollente di liberarsi di qualche “vecchio” particolarmente ingombrante (Del Piero, Totti, Materazzi...).
Nonostante ciò, nonostante un’eliminazione ad opera dei futuri campioni d’Europa, e anche se le cose potevano andare diversamente se solo Di Natale non avesse sbagliato quel rigore, la sua avventura in azzurro ha suscitato più perplessità che consensi. All’ex ala del Milan, in particolare, sono state imputate l’incapacità di gestire al meglio le sue risorse (ad esempio disegnando un attacco che potesse fare a meno di Toni, palesemente fuori forma) e la mancanza di un carisma tale da poter caricare e motivare i suoi giocatori.
Ora, gli stessi limiti sembrano emergere nella sua conduzione del Napoli, piombato in zona retrocessione all’indomani della sconfitta senza storia e senza appello contro l’Inter. Dopo il calciomercato, a Donadoni è stata consegnata una squadra notevolmente rinforzata negli uomini, anche se palesemente carente in almeno un paio di ruoli. A lui sarebbe spettato il compito di sperimentare per tempo uno schema adatto alla sua rosa (4-4-2?, 4-2-3-1?), invece di insistere sul 3-5-2, schieramento suicida se, come nel caso del Napoli, non si dispone di un vero terzino sinistro. Per giunta, a lasciare allibiti è l’atteggiamento mentale della squadra: timorosa e deconcentrata tanto da sbagliare gol e regalarne agli avversari anche quando gioca bene (le prime quattro partite) o imbelle, rassegnata e completamente nel pallone (l’ultima, a San Siro). E a chi spetterebbe, se non all’allenatore, restituire serenità e grinta ai propri uomini?
Insomma, dalla Nazionale al Napoli, l’azzorro di Donadoni sembra sempre più sbiadito…

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Commenti

Premesso che Donadoni – benché, come giustamente si osserva, non abbia demeritato agli europei – rimane un allenatore scarsoccio, rimane il fatto che il Napoli non ha una rosa competitiva per questa serie A.
Cannavaro, Santacroce, Datolo, Lavezzi… A parte Hamsik, che cmq è quello che è, dove vuole andare il Napoli con tutti questi bluff-men?

De Sanctis e QUagliarella (nazionali!),Datolo e Lavezzi (nazionali argentini),Hamsik,CIgarini,Maggio,Campagnaro:come si fa a dire che il grande Napoli non ha una rosa competitiva?
Ma quale bluff?
Ci stanno ruoli scoperti e un Donadoni scarso!

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