Pazzini-Amauri e Galloppa-Cassano: il silenzio è d’oro
Nell’odierno incontro coi giornalisti, Marcello Lippi si è rifiutato di parlare di Amauri e Cassano. Peccato che i suoi convocati non facciano lo stesso. Ha iniziato ieri Pazzini: “Non mi sento in ballottaggio con Amauri perché io sono italiano e lui è brasiliano”. Sulla convocazione degli “oriundi” ognuno ha le sue opinioni, ma non è un tantino scorretto prendere posizione nei confronti di un diretto concorrente? Ha continuato oggi il parmense Galloppa, prima esprimendosi anche lui su Amauri, probabilmente con l’intenzione di smorzare i toni: “Amauri è un grande calciatore, ma se venisse convocato potrebbe innescare una reazione a catena”. E bravo Galloppa, ma nessuno ti ha avvisato che un veterano della Nazionale campione del mondo è un certo Mauro German Camoranesi da Tandil, Argentina? Non contenta, la promessa del Parma ha preso posizione anche su Cassano: “Se ne sta parlando troppo, se un ragazzo con un talento così evidente come il suo non viene convocato è soltanto colpa sua“. Anche in questo caso l’opinione è legittima ma, l’ha detto lui stesso, “se ne sta parlando troppo”, e quindi certo non si sentiva il bisogno di una simile sparata, peraltro da parte di uno degli ultimi arrivati. Le polemiche sulle convocazioni ci sono sempre state, ma in questo momento l’impressione è che delle questioni più delicate parlino tutti fuorché l’unico che ne avrebbe facoltà: Marcello Lippi.
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